Dorno

L’origine del nome

Secondo alcuni storici, Dorno avrebbe origini etrusche, in quanto la sua etimologia verrebbe da un certo “Horn”, che era un condottiero di quel popolo.

Cenni storici

La Chiesa dei Santi Rocco e Bernardino
La Chiesa dei Santi Rocco e Bernardino
06/11/2022
È una località molto antica, che figura nei grandi itinerari dell’epoca romana come mansio (luogo di sosta ed accampamento delle legioni) e come mutatio (luogo di avvicendamento logistico di salmerie e deposito di vettovaglie e di cambio dei cavalli delle legioni dirette in Gallia). Testimoni delle soste e degli accampamenti romani sono i reperti di materiali trovati in seguito ad alcuni scavi effettuati nella zona di S. Materno e della cascina Batterra; inoltre è venuta alla luce una necropoli composta da una sessantina di tombe. È anche certo che Annibale abbia soggiornato a Dorno, prima di sconfiggere i romani nella battaglia del Ticino, avvenuta nel 218 a.C.

L’Itinerario gerosolimitano indica in miglia romane di mille passi la distanza tuttora esistente tra Dorno e Lomello («Mansio Laumello XII, Mutatio Duriis VII civitas Ticino»). Vi transitava la “Via delle Gallie, la strada che provenendo da Pavia, all’altezza di Lomello e Cozzo di divideva in due: una si dirigeva verso Torino, l’altra verso Aosta; entrambe le direttrici entravano quindi in Francia.

Questo paese corrisponde alla medievale “Plebs durnensium” ed alla romana “Durius” o “Durnae”. In un documento del XII secolo figura la firma di un signore del luogo a nome Roberto, che si ritiene appartenesse alla famiglia dei Conti di Albonese, feudatari di queste terre. Un Gabriele da Dorno è citato come notaio del comune di Pavia in un atto del 3 giugno 1254.

Nel XII secolo è teatro di guerra fra Milano e Pavia: viene posto a ferro e fuoco e saccheggiato insieme a Lomello, Garlasco e Valeggio. A causa delle scorribande delle compagnie di ventura, il paese viene fortificato e neanche Luchino dal Verme, inviato in Lomellina nel 1359 da Gian Galeazzo, riesce ad espugnarlo.

Curiosità

A poca distanza dall’abitato si trova il ponte sul Terdoppio; nel 1849, stando ad alcune fonti, avrebbe assistito ad un avvenimento di particolare rilievo: l’incontro tra Carlo Alberto, deciso ad abdicare, e il futuro re Vittorio Emanuele II.

Filippo Maria Visconti nel 1428 consegna il feudo di Dorno a Raffaele e Teramo degli Adorni; estintasi questa famiglia, Francesco Sforza nel 1449 cede il feudo dornese ad Antonio Crivelli, capitano dell’esercito milanese, in cambio della fortezza di Pizzighettone. Dorno ha l’onore di ricevere nel 1497 l’imperatore Massimiliano I mentre è in viaggio verso Como per raggiungere la Germania; in questa occasione, con un atto firmato a Gropello e datato 8 dicembre, l’imperatore conferisce ad Alfonso del Carretto il marchesato di Dorno e di Vigevano.

Nel 1523 le truppe francesi, impossibilitate ad assediare Pavia, si accampano sulle rive del Terdoppio, nelle vicinanze di Dorno, e difendono la Lomellina per assicurarsi i viveri. Le truppe di Carlo di Borbone, detto il Connestabile, occupano la Lomellina, impadronendosi del castello dei Crivelli di Dorno e di Sannazzaro.

Nel 1616 gli spagnoli occupano Dorno, imponendo al paese una tassa di ventimila lire imperiali; impossibilitati a pagare, i consoli vengono arrestati e rinchiusi nella fortezza di Pizzighettone. Le donne portano i loro monili d’oro per liberare i parenti imprigionati. Nel 1635 fu sede di un consiglio di guerra spagnolo presieduto dal Cardinale Gillo D’Albornoz, per fronteggiare la lega antispagnola formata dalla Francia, dal Ducato di Savoia e dal Ducato di Parma. Nel 1655 il paese subì soprusi ed angherie da parte di truppe francesi.

In campo religioso

Nel campo religioso, Dorno godette di larga notorietà, prestigio ed influenza. La prepositura collegiata di S. Maria Maggiore è ricordata in un documento vogherese del 1187. Poche sono le chiese pavesi che possono gareggiare in estensione con quella dornese. Si sa che anticamente essa fu matrice delle parrocchie di Gropello, Sannazzaro, Alagna, Scaldasole, Zinasco, Zerbolò, Parasacco, S Martino de Laveno e S Paolo di Aurello, queste ultime due oggi scomparse.

La chiesa di S. Maria Maggiore aveva tanti Canonici quanti erano i titoli ottenuti dalla chiesa madre, con un massimo di nove. Nel 1377 la disciplina canonicale era alquanto trascurata, per cui il Vescovo pavese Sottoriva emise alcuni decreti restritt1vi. Successivamente (1460, 1547, 1785) essi diminuirono di numero, assumendo via via differenti mansioni ed officiature, fino a perdere il rango e le relative prerogative ecclesiastiche (1811).

Personaggi

Vi nacque il pittore Biagio Canevari (1864-1925).

I monumenti e le opere d’arte

La Chiesa parrocchiale
La Chiesa parrocchiale - 06/11/2022
A pochi metri dalla piazza centrale si trova la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, vasta e grandiosa. L’attuale costruzione, iniziata nel 1848 sui resti della chiesa precedentemente abbattuta, viene ultimata attorno al 1880. Appartiene, stilisticamente, all’ordine composito, ha la forma di croce latina ed è lunga 66 metri e larga 25, con tre navate. All’interno, da segnalare una tela “Mater amabilis” del Fontazza, posta nella cappella che raccoglie le reliquie di Sant’Eufemia, affidate alla parrocchia di Dorno dall’arcivescovo Scarpardini. In varie parti della chiesa si trovano affreschi del pittore Garberini di Vigevano e di altri. In prossimità di una vetrata artistica rappresentante una sepoltura, un affresco di Mazzucchi, raffigurante Cristo Re, copre una pregevole pittura del Bialetti. Fu consacrata il 1° settembre 1889 dal Vescovo Mons. Pietro De Gaudenzi.

Il santuario Madonna del Boschetto
Il santuario Madonna del Boschetto
20/09/2022
Nella piazza di San Rocco sorge la chiesa dedicata ai Santi Rocco e Bernardino, risalente al 1560, innalzata per voto popolare in tempo di peste; i suoi affreschi, opera di Biagio Canevari di Dorno, risalgono ai primi del novecento.

Alla periferia del centro abitato, adiacente al cimitero, vi è inoltre il settecentesco santuario della Madonna del Boschetto ; sorse nel 1666 in luogo di una preesistente cappelletta, a sua volta ricavata dall’ampliamento di un antico tabernacolo. Lo stile è quello barocco; conserva un pregevole altare in marmo.

Altre chiese degne di nota per le vicende storiche sono quelle di S. Materno Vescovo (sec. XIV o XV), compagno di S. Siro, posta in aperta campagna a sud-est dell’abitato; la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, unita alla Casa di riposo dei vecchi, oggi Istituto per l’infanzia abbandonata, di gusto nordico, e le antiche cappelle di S. Lodovico, all’interno di quello che fu il castello di Dorno (con accesso dalla pubblica via), S. Carlo in Battera, S. Maurizio (demolita nel 1583 perché cadente e sostituita con una colonna sormontata da una croce), e quella della Beata Vergine Assunta.

Notevoli, tra gli altri edifici, il camposanto, la collegiata (con cupola del Varazzi del 1854), la «Casa di riposo per vecchi» e quella per «orfani», volute dalla famiglia Bonacossa.

Prodotti tipici

Essendo costituite da terreni asciutti, le campagne intorno a Dorno, come quelle intorno ad Alagna Lomellina, sono assai adatte per la coltivazione della Zucca. Essa internamente è costituita da una polpa dura e gialla, mentre esternamente è coperta da una buccia molto dura e resistente, di colore verde intenso. La varietà migliore prodotta in queste zone รจ chiamata Bertagnina. Prende il nome dalla somiglianza esistente tra la parte verde che cresce proprio al di sotto del picciolo e il barteu, un tipico berretto un tempo molto diffuso.

La zucca è un ortaggio la cui coltura è stata importata in Europa dalle Americhe. Appartiene, insieme al melone, al cocomero, al cetriolo e allo zucchino, alla famiglia delle Cucurbitacee. Il suo raccolto avviene durante l’autunno ed è motivo di festeggiamento a Dorno, durante la Sagra di San Bartolomeo, la seconda domenica di ottobre, mentre ad Alagna Lomellina, la terza domenica dello stesso mese.

Gli eventi e le manifestazioni

Patrono del paese è San Bartolomeo, la cui festa ricorre la seconda domenica di ottobre, in cui viene celebrata la Sagra della Zucca bertagnina; in tale circostanza viene assegnato l’annuale premio di pittura intitolato a Biagio Canevari.

L’ultima domenica di luglio si svolge la Festa di Sant’Anna, ancor oggi molto cara agli abitanti di Dorno; per l’occasione vengono esposte le macchine agricole.