La Chiesa parrocchiale La Chiesa parrocchiale
Il frontespizio della Chiesa parrocchiale - 11/11/2022

Semiana

L’origine del nome

Semiana, anticamente detta Salviana, deriverebbe il suo nome dai popoli Salvj, provenienti dalla Provenza, che l’avrebbero fondata.

Cenni storici

Il paese, di remote origini, condivide per lungo tempo i destini della vicina Mede. Nel 1455 ne vengono infeudati i Sannazzaro, sostituiti, a partire dal 1647, dai Rejna, famiglia nobile di origini spagnole, cui sono dovute numerose opere di bonifica del territorio nonché di architettura rurale; ad essi si ritiene sia dovuta nel XVII secolo la costruzione del Castello. Infine viene infeudata ai Pellioni di Persano.

I monumenti e le opere d’arte

La Chiesa parrocchiale
La Chiesa parrocchiale
11/11/2022
Il Castello è più propriamente definibile come un palazzotto padronale, elegante costruzione di gusto secentesco. Ha pianta rettangolare, con alcuni resti di una torre sul lato sud. Il palazzo è in mattoni a vista, con un portone d’accesso ingentilito da un frontone lavorato e da lesene laterali. Sulla destra del portone si possono notare tracce di una finestra con cornice in cotto lavorato, finestre attualmente murate, della cui decorazione in cotto poco resta. Ancora a destra di detta finestra si intravvedono le vestigia di un affresco raffigurante probabilmente un ecclesiastico. Sul retro vi è un grazioso porticato a cinque campate. Lungo tutto l’edificio, a ridosso del tetto, corre una decorazione di mensole in cotto a testa lavorata. Il castello è in pietoso stato di abbandono, privo di infissi, con il tetto dissestato e un’ala già crollata.

La Chiesa parrocchiale dei Santi Ippolito e Cassiano, di cui non si conosce la data precisa di edificazione, è forse riconducibile al 1500 circa. Nucleo originale fu l’attuale cappella del Rosario, a sinistra dell’altare maggiore, posta al centro del Cimitero parrocchiale, cimitero il cui sedime venne in seguito interamente occupato dalla chiesa, ampliatasi per esigenze di culto. All’interno non sono conservate opere di particolare pregio, eccetto un altare policromo, di stile barocco, eretto nel 1766.