Madonna della Bozzola (fraz. di Garlasco)

Chiesa parrocchiale: San Silvestro

Il Santuario della Madonna della Bozzola
Il Santuario della Madonna della Bozzola
01/09/2022
La più recente parrocchia della diocesi, per data di istituzione, è quella che ha sede presso il Santuario della Madonna della Bozzola, che sorge a poca distanza dal paese di Garlasco. Con decreto dell’11 febbraio 1977, il vescovo di allora, mons. Mario Rossi, erige il Santuario in Parrocchia stralciando il territorio della frazione da quello di Santa Maria Assunta in Garlasco e trasferendo il titolo e il beneficio da San Silvestro di Vignarello, il cui territorio viene aggregato a San Martino di Villanova di Cassolnovo. Vignarello è una piccola frazione del comune di Tornaco (avendo persa l’autonomia civile nel 1839), in provincia e diocesi di Novara, appartenente perĂ² fin dal 1817 alla diocesi di Vigevano.

Il quadro della Madonna della Bozzola
Il quadro
della Madonna della Bozzola

20/10/2022
La tradizione ci tramanda che nel 1462 la Madonna appare ad una povera pastorella sordomuta, intenta a pascolare il suo gregge in questo luogo pieno di biancospini (“buslön” in dialetto lomellino) davanti ad un’immagine sacra custodita in una rustica cappelletta; la Vergine le parla, le sfiora con le dita le labbra e la pastorella riacquista la parola. La Madonna si rivolge allora alla giovane e la invita a far edificare una grande chiesa al posto della cappelletta. Il fatto provoca grande entusiasmo, la chiesa viene subito costruita e vede accorrere migliaia di pellegrini che invocano, a loro volta, all’immagine miracolosa la concessione di grazie. Della chiesa originale resta l’immagine venerata ancora oggi della Madonna seduta in trono con il Bambino, eseguita da un pittore di ambito pavese nella metà del sec. XV e restaurata nel 1983.

All’inizio del Seicento il piccolo Santuario è così frequentato che si decide di ampliarlo: il nuovo edificio viene costruito attorno alla Madonnina originaria, che rimane sull’altare maggiore, e terminato nel 1623, ma gli abbellimenti continuano nei secoli successivi. I lavori procedevano a rilento secondo un disegno unitario e grandioso a pianta centrale con cupola. Nel 1662 viene eretto il campanile, il capocroce nel 1720 con il tiburio, più tardi il transetto destro e solo agli inizi dell’ottocento quello sinistro. Nel 1765 è costruito l’altare maggiore marmoreo e poco dopo la navata principale, accanto alla quale vengono aperte due cappelle chiuse da cancellate. Fin dal 1623 sono venerate in una cappelletta le statue del compianto del Cristo morto, i famosi “caragnö d’la Boslä”, poi accoppiate da quelle, più recenti, rappresentanti il presepe.

La facciata, avanzata nel 1860 fu disegnata da don Ercole Marietti e modificata nel 1905 dall’ing. Cesare Nava. Nel 1877 si iniziano i lavori di costruzione del porticato che avrebbe dovuto circondare il piazzale, rimasto incompiuto. La cura del Santuario è tenuta dal clero secolare fino al 1990, quando il vescovo mons. Giovanni Locatelli la affida alla congregazione della Sacra Famiglia di Martinengo. Grazie al carisma del Rettore padre Gregorio Vitali il Santuario conosce un momento di grande impulso e rinnovamento anche architettonico, talvolta poco coerente con l’impianto e lo spirito originario. Ricordiamo, oltre al restauro integrale dell’edificio, la costruzione della cappella per ospitare i gruppi statuari (prima esposti nei transetti), la penitenzieria, la sagrestia, con saloni per pellegrini e una galleria per gli ex voto, molti dei quali di interesse storico oltre che religioso.

Il Santuario viene elevato a basilica minore nel 1927 e l’immagine miracolosa è incoronata dal vescovo mons. Angelo Scapardini nel 1931; di qui tra il 1949 e il 1950 parte la pellegrinazione per la Lomellina della statua della Madonna Pellegrina. Dal 1934, per molti decenni prestano servizio le Suore Pianzoline al decoro del Santuario, all’accoglienza dei pellegrini e alla cura delle popolazioni rurali dei dintorni.

La Parrocchia è affidata a un religioso della congregazione della Sacra Famiglia con il doppio titolo di Rettore e Parroco.

Il testo di questa pagina è stato estratto da un articolo di Don Cesare Silva nella pubblicazione “Aurora della Lomellina” (luglio/agosto 2022).