Cambiò (fraz. di Gambarana)

Chiesa parrocchiale: Santa Maria Assunta e San Marziano

La piccola parrocchia di Cambiò è tra quelle comunità e paesi lungo il fiume Po che appartengono canonicamente alla diocesi di Tortona, ma sono in attesa di passare anche formalmente in quella di Vigevano, che da alcuni anni si è fatto carico della cura pastorale.

La storia di Cambiò, il cui nome fu latinizzato con “campus beatus”, è legata all’antichissimo borgo murato di Sparvara, che sorgeva prossimo al Po, tra il territorio di Gambarana e quello di Suardi. Il nome compare in un’antichissima lista delle pievi appartenenti alla diocesi di Pavia, insieme alla vicina Pieve del Cairo. La pieve di Santa Maria Assunta (intitolata come la cattedrale pavese) fu assegnata nel 1198 da papa Innocenzo III alla diocesi di Tortona, di cui segnava l’estremo limite. Il borgo fu infeudato fin dal sec. XI dai conti Palatini di Lomello, che diedero vita a un ramo della famiglia (gli Sparvara), che esercitò i diritti feudali fino alla sua estinzione, avvenuta nel 1768: i beni passarono all’ospedale San Matteo di Pavia. Sparvara era molto importante perché rappresentava un luogo di pedaggio per le imbarcazioni che trafficavano merci tra la pianura Padana e l’Adriatico: fino all’età napoleonica infatti, le principali vie di comunicazione e di trasporto delle merci era rappresentato dalle vie fluviali. Il borgo si trovava alla confluenza del Po con l’Agogna e il Tanaro navigabili con chiatte per tutto il medioevo.

Il borgo dotato di mura e castello perse importanza a causa delle continue alluvioni del grande fiume, e venne inghiottita dalle acque nel 1716. Gli abitanti si trasferirono quindi più sulla costa, in una località dal nome assai emblematico, Cambiò, che si ritrovò sulla riva Lomellina, mentre la frazione Alluvione di Cambiò, su quella alessandrina, si separò nel sec. XVIII e divenne comune autonomo nel 1801. Cambiò ebbe una chiesa intitolata a San Marziano, primo vescovo di Tortona, e appartenne presumibilmente a quella diocesi fin dalle origini; era sede di parrocchia fin dal 1523. Decaduta Sparvara, la chiesa del paese fin dal 1673 prese la doppia intitolazione a Santa Maria Assunta e a San Marziano, succedendole nel titolo di pieve e di prepositura.

Risultavano aggregate le parrocchie di San Giovanni Battista di Mezzana, e oratori in frazioni presto scomparse, come San Martino di Sparvara. Erano fiorenti in Gambarana le confraternite del S. Rosario, del Suffragio e del Corpus Domini, con notizie fin dal sec. XVII. Nel 1867 il comune fu soppresso e aggregato a Gambarana, mentre la parrocchia, rimasta sotto Tortona, rimase autonoma fino al presente. Una rovinosa piena nel 1890 travolse molte case del paese che si trovò ad essere un’isola in mezzo al Po; nel 1892 la corrosione del fiume fece crollare le ultime case e anche la vecchia chiesa parrocchiale. La nuova chiesa fu presto riedificata in luogo più sicuro insieme ad alcune case a formare l’odierno abitato. La chiesa parrocchiale si presenta ad una sola navata di stile classico: la bella facciata richiama nel timpano il migliore barocco, e si affaccia su un giardino alberato. Accanto sorgono il campanile e la dignitosa casa parrocchiale.

Nel nuovo edificio venne trasportato l’altare maggiore barocco della chiesa antica e una pregevole statua lignea dell’Assunta, scolpita a metà ottocento dallo scultore di scuola ligure Luigi Montecucco di Gavi.

Il nome di Cambiò è legato all’omonimo principato di cui fu investito il vescovo di Tortona. Questi fin dall’alto medioevo esercitava i diritti feudali su un territorio alle spalle della città. Il vescovo mons. Pejretti cedeva il feudo vescovile al Re di Sardegna che in cambio lo investiva del feudo di Cambiò, che fu elevato a principato. Il feudo garantiva entrate cospicue per le gabelle del traffico fluviale, il diritto di pesca (tra cui lo storione), e di estrazione di sabbia e ghiaia dal letto del fiume. Ne fu investito il vescovo di Tortona con atto del 9 gennaio 1784, ma già il 27 luglio 1797, i Francesi, che avevano invaso il regno di Sardegna, l’abolirono assegnandone i diritti allo Stato. Terminava così il principato di Cambiò, ma i vescovi tortonesi poterono adoperare il titolo (come quelli di Vigevano, quello di conti di Zeme), fino all’abolizione dei titoli feudali promulgata da papa Paolo VI all’indomani del Concilio.

Attualmente la parrocchia di Cambiò è retta dal rev. Don Luca Discacciati in qualità di Amministratore parrocchiale, e fa parte dell’Unità Pastorale “Santa Maria di Acqualunga” con le parrocchie di Pieve del Cairo, Acqualunga, Castellaro, Frascarolo, Gambarana, Mezzana Bigli, Suardi e Torre Beretti.

Il testo di questa pagina è stato estratto da un articolo di Don Cesare Silva nella pubblicazione “Aurora della Lomellina” (novembre 2023).