Cava Manara

Cenni storici

I bastioni
I bastioni - da Internet
I primi abitanti del territorio di Cava furono i Levi, della tribù dei Liguri, amanti delle armi, che vivevano soprattutto di agricoltura, caccia e pesca. Ai tempi dell’impero romano, Cava, trovandosi su una biforcazione di due importanti vie di comunicazione, si avvantaggia moltissimo della presenza dei molti forestieri di passaggio.

Non esistono prove documentarie che il paese abbia ospitato un vero e proprio castello, nonostante la presenza sul luogo del casato degli Olevano, che per vari secoli esercita il totale dominio della zona, e la posizione strategica del borgo, situato in posizione elevata sul ciglio di un terrazzo fluviale. Di un probabile antico fortilizio sopravvivono in via Olevano alcuni tratti di bastioni che presentano piccoli archi e vestigia di casermette, unite alle mura settecentesche sul lato sinistro della strada stessa, in accentuata pendenza, da un ponte aereo anch’esso di origine settecentesca.

A proposito degli Olevano... erano una nobile ed antichissima famiglia, risalente all’anno mille, il cui capostipite, Uberto Olevano, ottenne numerosi privilegi da Federico Barbarossa per la sua fedeltà all’imperatore. Cava perde l’appoggio di questa grande famiglia dopo che l’ultimo feudatario, Uberto IV, venduta ogni proprietà, si allontana dal paese.

Personaggi famosi

All’originario nome di Cava viene aggiunto, con regio decreto del 15 marzo 1863, l’appellativo di “Manara”, a ricordo dell’eroe contraddistintosi in un fatto d’armi che si svolge proprio da quelle parti. È infatti tra Cava e Mezzana Corti che Luciano Manara, alla testa di un manipolo di bersaglieri lombardi, da lui creati, sostiene una cruenta guerriglia contro forze austriache, a lui superiori per numero e armi, riuscendo a passare il Po su un ponte di chiatte, che viene subito distrutto e bruciato, rimanendo poi a presidio della zona conquistata. Tale episodio è ricordato con una lapide bronzea, tuttora esistente nella piazza del paese.

I monumenti e le opere d’arte

La Chiesa parrocchiale di Cava, sorta sulle rovine dell’antico Oratorio dei martiri Cosma e Damiano, sorge nella vasta piazza del paese, ed è dedicata a Sant’Agostino. Narra infatti la leggenda che, durante il passaggio delle spoglie del Santo dirette a Pavia, egli appare a quaranta pellegrini, che lo vedono uscire dalla chiesa in abiti pontificali dicendo “Io sono Agostino”; i cavesi allora lo eleggono a loro patrono.

A fianco della chiesa, a sinistra della strada provinciale, su un cucuzzolo dal quale si dominano le colline dell’Oltrepò e la vallata sottostante, sorge il palazzo Olevano, residenza dell’omonima famiglia, spesso citato come castello. Edificato nel più rigoroso ed elegante stile barocco, in origine comprendeva i settori abitati dalla servitù, scuderie, parco e altri edifici di compendio. Frazionato nella proprietà, alterato in più parti, l’edificio, di grande valore architettonico e di notevole interesse, non presenta però tracce di fortificazione.

Nei dintorni

Il Comune comprende le frazioni di Brondelli, Gerre Chiozzo, Mezzana Corti con la sua chiesa del XVIII secolo, Spessa, Torre dei Torti e Tre Re.

Gli eventi e le manifestazioni

La prima domenica di settembre è da segnalare la Sagra di Sant’Agostino.

La seconda domenica di luglio si tiene la Sagra di Torre de’ Torti.

L’ultima domenica di agosto si tiene la Sagra di Tre Re.

L’ultima domenica di settembre si tiene la Sagra di Mezzana Corti.